Dio mi parla
da sempre Signore Tu parli in me
nel linguaggio semplice e sereno della mia profonda esistenza.
Ma mi rifiuto di ascoltarTi.
perchè non usi il linguaggio dei miei poveri desideri, delle mie tristi soddisfazioni, della felicità che spero?
Tu ti ostini e interpellarmi attraverso disagi e fallimenti e sopratutto attraverso tutti i miei poveri tentativi di fare a meno di Te.
Non è che infondo alla mia miseria, isolato nella mia sofferenza,
annientato dall'impotenza, che mi abituo alla Tua voce.
A poco a poco essa mi penetra, si infiltra, mi lavora.
Allora la vita ricomncia a circolare in me.
Io so di nuovo chi sono e non mi arrischio più a chiederTi chi sei
perchè so bene che tu sei
IL MIO SIGNORE.
L.E.
La gioia è amore, la conseguenza logica
di un cuore ardente d'amore.
La gioia è una necessità
e una forza fisica.
la nostra lampada arderà
dei sacrifici fatti con amore
se siamo pieni di gioia.
M.Teresa di Calcutta
sapete sto leggendo "la città della gioia" di D. la Pierre, un libro bellissimo pieno di umanità, di miseria, che mi sta prendendo tanto l'anima, un libro che comprai almeno 20 anni fa, iniziato due volte, mai finito di leggere. é arrivato credo il momento di finirlo, si vede che non era il momento giusto per farlo, adesso in me sono cambiate tante cose, è maturata una nuova identità, una nuova spiritualità, infatti il libro che trovavo allora pesantissimo, adesso scorre e lo trovo profondamente illuminante. tutto matura al momento giusto. questa frase di madre teresa racchiude tutto il significato profondo del libro, il cui protagonista è un prete.
Ogni uomo che si avvicina a noi è spiritualmente un mendicante; è difficile che ci sino persone che non abbiano bisogno di qualche cosa e che, avvicinandosi a noi, non ce la chiedano. Su di un piano soprannaturale chiedono Dio e su un piano più immediato un centesimo di serenità, di pace, di gioia, di felicità.
da La speranza